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PRIMA LEZIONE: LA FENICE
view post Posted on 7/1/2009, 18:08Quote
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Albus Percival Wulfric Brian Silente!

Group: Serpeverde
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 4/6/2009, 18:13


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Il professor teo_the_best entrò in classe, molto impaziente di conoscere i suoi nuovi alunni e di spiegare loro la usa prima lezione... "Buon giorno ragazzi" disse il professore ," non vedevo l'ora di conoscervi.". dopo aver imaprato a memoria tutti i nomi dei suoi alunni incominciò a parlare del suo ultimo viaggio... " recentemente sono stato in cerca di una creatura molto rara, creatura vecchissima, che è nel nostro mondo da quando esiste... sì, ragazzi, sto parlando della fenice... durante il mio viaggio ho preso molti appunti e ne ho fatto delle copie per ognuno di voi, in modo che siate in grado di svolgere il compito"
Così dicendo il professore prese una pila di fogli che stava poggiata sulla cattedra ed iniziò a distribuire le copie a tutti i suoi alunni.

Eccoli qui:

La Fenice, spesso nota anche con l'epiteto di Araba Fenice, era un uccello mitologico noto per il fatto di rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte. Gli antichi egizi furono i primi a parlare del Bennu, che poi nelle leggende greche divenne la Fenice. Uccello sacro favoloso, aveva l'aspetto di un'aquila reale e il piumaggio dal colore splendido, il collo color d'oro, rosse le piume del corpo e azzurra la coda con penne rosee, ali in parte d'oro e in parte di porpora, un lungo becco affusolato, lunghe zampe e due lunghe piume, una rosa e una azzurra, che le scivolano morbidamente giù dal capo (o erette sulla sommità del capo). In Egitto era solitamente raffigurata incoronata con l'Atef o con l'emblema del disco solare.

Dopo aver vissuto per 500 anni (secondo altri 540, 900, 1000, 1461/ 1468, o addirittura 12954/ 12994), la Fenice sentiva sopraggiungere la sua morte, si ritirava in un luogo appartato e costruiva un nido sulla cima di una quercia o di una palma.Qui accatastava ramoscelli di mirto, incenso, sandalo, legno di cedro, cannella, spigonardo, mirra e le più pregiate piante balsamiche, con le quali intrecciava un nido a forma di uovo — grande quanto era in grado di trasportarlo (cosa che stabiliva per prove ed errori). Infine vi si adagiava, lasciava che i raggi del sole l'incendiassero, e si lasciava consumare dalle sue stesse fiamme mentre cantava una canzone di rara bellezza.
Per via della cannella e della mirra che bruciano, la morte di una fenice è spesso accompagnata da un gradevole profumo. Dal cumulo di cenere emergeva poi una piccola larva (o un uovo), che i raggi solari facevano crescere rapidamente fino a trasformarla nella nuova Fenice nell'arco di tre giorni (Plinio semplifica dicendo "entro la fine del giorno"), dopodiché la nuova Fenice, giovane e potente, volava ad Heliopolis e si posava sopra l'albero sacro,- peraltro si dice anche che dalla gola della Fenice giunse il soffio della vita (il Suono divino, la Musica) che animò il dio Shu.
Ma nella antica tradizione riportata da Erodoto, la fenice risorge ogni 500 anni, come riportato da Cheremone, filosofo stoico iniziato ai misteri egizi che parla di un <periodo solstiziale>, da Orapollo vissuto sotto Zenone (474-491) che -come sappiamo da Suida- diresse la scuola egizia a Menouthis, presso Alessandria, da Eliano di Preneste; la rinascita della fenice cela per tutti questi autori un periodo astronomico connesso alla resurrezione di Osiride. Già nel Capitolo 125 del Libro dei Morti, Osiride afferma di rinascere come fenice nella città di On (Heliopolis) sede di miti cosmologici, contestualmente infatti, Capitolo 17 del Libro dei Morti, Osiride si identifica con il Duplice Leone nei nomi di Ieri e Domani, ovvero Osiride e Ra, simbolo esoterico preposto alle rinascite dei cicli solari. Orapollo palesa senza veli che la fenice è una delle manifestazioni del sole <dai molti occhi> come interpretato da Sbordone che riporta una grafia tarda del nome di Osiride costituita da un occhio e uno scettro. Da qui l'occhio della fenice inteso come l'illuminazione consapevole di Osiride che rinascendo incarna <il rinnovamento ciclico degli astri> sempre secondo Orapollo, intrinseco alla fiamma del <periodo solstiziale> della fenice riportato in un frammento di Cheremone...


"Allora, che ne pensate?! creatura curiosa la fenice, vero? spero che la lezione vi sia piaciuta... Comunque... il compito è questo: scrivete una poesia sulla vita, e allo stesso tempo sulla morte...non vi do un massimo di righe perchè mi piacerebbe ricevere dei bei compiti... quindi potete mandatemeli per P.M. ricordate le solite regolette e sarà tutto apposto... la consegna, visto che è un compito piuttosto impegnativo, è per sabato 31 Gennaio a mezzanotte, va bene?"
"Sì professore" risposero gli alunni.
"Bene, allora siete liberi, la lezione è finita!"
E gli alunni uscirono dall'aula.

Edited by Teo_the_best - 9/1/2009, 17:27

ALICE BELLAGAMBA

Sei dentro di me come l'aria che attraversa i polmoni, fa il giro e poi riesce portandosi dietro tutto il male che c'e'. Sei dentro di me come una forma che nn riesce a prendere vita eppure e' la ferma, immobile, pronta a diventare tutto cio' che desideri. Sei dentro di me come un fuoco pronto a riaccendersi scavando tra la cenere sperando di trovare anche la scintilla piu' piccola per poter rinascere. Sei denro di me come un fiume che dopo aver percorso valli, disceso monti si getta a mare per trovare riposo.

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